14 MOTIVI PER NON FUMARE PIU'

Hai smesso di fumare? Raccontaci come hai fatto, qual'è stata la molla e cosa ti ha aiutato. Possano essere d'aiuto a chi sta cercando le proprie motivazioni.

14 MOTIVI PER NON FUMARE PIU'

Messaggioda Ecate » 30/08/2015, 12:13

1) DANNEGGIA LA SALUTE
Le sostanze tossiche contenute nelle sigarette e nel tabacco, che tendono a liberarsi durante la combustione, causano un forte aumento del rischio di:
- Tumori (leucemie e tumori soprattutto ai polmoni, pleura, corde vocali, laringe, faringe, cavità orale, vescica, reni, pancreas);
- accidenti cardiovascolari (infarto miocardico, aterosclerosi, trombosi vascolare, ictus cerebrale, aneurisma aorta addominale, ipertensione arteriosa, tachicardia);
- patologie respiratorie e allergiche (asma bronchiale, BPCO, enfisema polmonare, insufficienza respiratoria cronica, bronchiti ricorrenti);
- patologie ORL (laringite cronica, ispessimento corde vocali con modificazione del timbro del voce e raucedine, afonie occasionali e ricorrenti, riduzione dell’olfatto e del gusto);
- patologie gastrointestinali (reflusso gastroesofageo, gastrite, ulcere gastroduodenali);
- patologie odontostomatologiche (parodontite, piorrea con retrazione gengivale e rischio di perdita dei denti, maggiore formazione di placca e tartaro, maggior rischio di candidosi orale);
- precoce insorgenza di demenza senile sia per accelerato invecchiamento che per aterosclerosi e arteriosclerosi.

2) DANNI SPECIFICI PER UOMINI, DONNE, BAMBINI
NEGLI UOMINI: riduce le prestazioni sessuali poiché predispone all’impotenza (dovuta ad aterosclerosi vasi venosi con ridotto afflusso ematico all’organo sessuale), aumenta il rischio di infertilità perché riduce sia la quantità che la motilità degli spermatozoi.
NELLE DONNE: aumentato rischio di osteoporosi e tumore all’utero, menopausa precoce, infertilità, aborti, parti prematuri, nelle donne di età superiore ai 35 anni che fumano è fortemente controindicato l’uso di anticoncezionali per l’elevato rischio trombotico.
NEI BAMBINI: determina nel feto ridotto accrescimento con basso peso alla nascita, ridotto sviluppo polmonare e mentale con rischio aumentato di morte intrauterina e perinatale.

3) RIDUCE LE PRESTAZIONI FISICHE E SPORTIVE
Determina aumento della frequenza cardiaca a riposo che causa una ridotta tolleranza allo sforzo di tipo aerobico (corsa, nuoto, bici, salita di scale, salti). Causa riduzione della capacità polmonare con conseguente “fiato corto”. Si riduce l’ossigenazione di tessuti e muscoli che sono quindi meno capaci di lavorare e tollerare gli sforzi.

4) DANNEGGIA L’ASPETTO ESTETICO
Aumenta l’ossidazione intracellulare e la produzione di radicali liberi determinando un invecchiamento precoce di pelle, unghie e capelli: si avranno più rughe, pelle disidratata dal colorito spento e grigiastro, maggiore tendenza a borse e occhiaie.
Causa capelli ed unghie più fragili. La nicotina limita l'afflusso di sangue alla pelle e alla cute del cranio, responsabile della caduta dei capelli. Contemporaneamente aumenta l’irsutismo del viso (peli superflui) per modifiche ormonali nel rapporto estrogeni-testosterone.
Causa insufficienza vascolare con cellulite, ritenzione idrica, peggioramento di varici ed emorroidi.
Causa ingiallimento dei denti con formazione di macchie scure e indebolimento dello smalto. Rende anche difficoltoso lo sbiancamento chimico dei denti (che inoltre richiede almeno 6 giorni di astinenza dal fumo).
Causa ingiallimento delle dita e delle unghie delle mani.
Fa puzzare l’alito e non basta lavarsi i denti perché la puzza di tabacco si annida nei polmoni e nei bronchi. Fa puzzare i capelli e il corpo modificando anche l’odore del sudore.
Ma spesso un fumatore nemmeno si rende più conto dell’odore del fumo, sia per l’olfatto ridotto che per l’abitudine, e deride e prende in giro eventuali amici non fumatori che si lamentano della puzza. Se solo un fumatore riuscisse a “sentire” quanto puzzano il suo alito, i suoi capelli e i suoi vestiti, si vergognerebbe così tanto di se stesso che non uscirebbe più di casa.


5) SPORCA E FA PUZZARE VESTITI, CASA, AUTO
La puzza di fumo è difficilissima da togliere perché la nicotina si stratifica sulle superfici formando uno strato oleoso e appiccicoso difficile da rimuovere. Ne consegue che il fumo oltre a puzzare macchia (creando uno sgradevole colorito giallo-marroncino) le pareti delle case, le ante chiare dei mobili (se sono bianche diventano proprio gialle!), gli elettrodomestici, i vestiti, i tappeti, le tende, i divani. Serve addirittura lo sgrassatore e l’aceto per riuscire a rimuoverne una parte. Ma anche con lo sgrassatore spesso non si riesce più a far sparire le macchie di fumo dalle superfici in plastica come quelle di frigoriferi, lavatrici, condizionatori. In auto poi la puzza non se ne va mai del tutto perché si impregna nella tappezzeria e questo può far ridurre di molto il valore dell’auto che magari volete rivendere. Proprio così: l’auto di un fumatore subisce una svalutazione nel mercato delle auto usate!

6) COSTA TANTISSIMO E LO STATO CI GUADAGNA
Fumare costa tantissimo poiché bisogna acquistare sigarette, accendini, tabacco sfuso, cartine, filtri, pipe, posaceneri. I prodotti a base di tabacco sono i beni di consumo sottoposti alla più alta pressione fiscale, con tasse che spesso superano la metà del prezzo di vendita. Quindi lo Stato italiano guadagna tantissimo sul vizio del fumo e ruba letteralmente i soldi ai fumatori.

7) FUMARE E’ ORMAI VIETATO IN TUTTI I LUOGHI PUBBLICI E DI LAVORO
Continuare a fumare vi costringe a fare gli emarginati asociali perché siete costretti ad allontanarvi dai luoghi dove non si può fumare per andarvi ad isolare altrove. Il fumatore vive nell’ansia continua generata dalla paura di non poter trovare il tempo e il luogo per fumare. Un fumatore non si gode un film al cinema, non si gode una cena al ristorante, non si diverte a teatro o ad un concerto, perché è torturato dal bisogno continuo di ricavarsi delle “pause sigaretta” per placare l’astinenza. Un fumatore va ad isolarsi fuori per strada magari anche se piove pur di fumare. Un fumatore sopporta la vergogna di essere continuamente rimproverato quando viene sorpreso a fumare di nascosto come un ladro in luoghi dove è vietato fumare. E questo perché il fumatore è uno schiavo e non può fare a meno di fumare. Un fumatore ha difficoltà a viaggiare perché spesso impazzisce a stare ore dentro treni, aerei, pullman, stazioni ferroviarie, aeroporti, senza poter fumare. Ormai si parla di vietare il fumo perfino all’aperto e nei parchi. Che senso ha continuare a fumare in un mondo che non accetta più, e giustamente, i fumatori?

8) FUMARE INQUINA L’AMBIENTE
Fumare in auto equivale a produrre polveri sottili in concentrazioni trenta volte superiore ai limiti di legge e una sigaretta accesa produce concentrazioni di polveri sottili di oltre 400 microgrammi per metrocubo, ovvero molto più dello smog da auto. Le sigarette emettono da 4 a 6 volte più polveri sottili rispetto al TIR, con picchi di oltre 700 microgrammi per metro cubo.
Il fumo inquina più dello smog e quindi il fumo passivo costituisce un pericolo non solo nei luoghi chiusi, ma anche in quelli aperti. Per questo è necessario realizzare numerosi spazi verdi in cui sia rigorosamente vietato fumare. E la stessa cosa dovrebbe avvenire anche in spiaggia.
Il mozzicone di una sigaretta impiega 2 anni a smaltirsi nel terreno e fino a 5 anni a smaltirsi in mare.

9) FUMARE DANNEGGIA LE PERSONE CHE VI STANNO INTORNO
Il fumo passivo causa danni alla salute delle persone che vi stanno intorno, soprattutto bambini e donne in stato di gravidanza. Fumare in presenza di non fumatori quindi è un gesto di grandissimo egoismo e cattiveria. Finché il fumatore danneggia solo se stesso è una sua scelta, ma non può far ricadere i suoi errori sugli altri. Il fumatore deve ricordarsi che la sua libertà finisce dove inizia la libertà di un’altra persona. Non può quindi imporre la puzza e la dannosità del suo fumo agli altri.
Perfino il fumo passivo provoca tumori.

10) FA SPRECARE TANTISSIMO TEMPO COME QUANTITA’ E QUALITA’
Fumare una sigaretta comporta uno spreco di tempo variabile dai 3 agli 8 minuti in base a quanto si aspira e “come” si fuma. Ma non si spreca tempo solo nell’atto di accendere, fumare e spegnere una sigaretta. Si spreca tempo anche nel procurarsi sempre tutto l’occorrente per fumare (andare ad acquistare sigarette, accendini, tabacco, cartine, ecc).
Si spreca tempo anche ad “assicurarsi” di avere sempre con sé le sigarette ed l’accendino prima di uscire da casa o spostarsi da un posto ad un altro.
Si spreca tempo anche a cercare il “tempo” per fumare e il “luogo” adatto per fumare.
Se infatti stiamo lavorando, o stiamo seguendo un corso, o siamo al cinema, dovremmo ricavarci il “tempo” per fumare, ossia dovremmo fare “una pausa sigaretta”. E impieghiamo tempo a trovarla: tempo per capire quando è preferibile fumare, tempo per formulare una scusa per allontanarsi dal posto di lavoro o dal convegno che stiamo seguendo.
Un lavoratore, consapevole del tempo sprecato per fumare, spesso preferisce impiegare la sua pausa a fumare privandosi di andare a fare colazione in un bar al chiuso dove non potrebbe fumare, e a volte privandosi perfino di andare in bagno!
Inoltre si spreca tempo anche a trovare un “luogo adatto” dove si possa fumare.
Se siamo al ristorante dovremmo proprio uscire fuori per strada e magari se sta piovendo dovremmo cercare un posto al riparo dalla pioggia (perché credetemi nemmeno la pioggia ferma un fumatore in astinenza!).
Infine si spreca tempo anche in termini “qualitativi” perché spesso il fumatore si ostina a voler fumare mentre sta compiendo altre azioni: mentre magari guida e parla al telefono, mentre cucina, mentre fa le pulizie di casa. Fumare mentre si sta facendo altro aumenta notevolmente la possibilità di avere incidenti e commettere degli errori e riduce la percezione qualitativa di quell’arco di tempo perché non si diventa consapevoli né di fumare né di stare compiendo anche un’altra azione.
Pensate anche alla qualità pessima del tempo impiegato ad angosciarsi in preda ad una crisi di astinenza. Pensate ad un fumatore sopra un aereo che viaggia per varie ore. Trascorrerà quel tempo malissimo in preda alla voglia di fumare1

11) RENDE NERVOSI E MENO EFFICIENTI SUL LAVORO
Un fumatore è più o meno sempre nervoso perché è sempre sotto l’effetto di continue sindromi di astinenza. In un luogo di lavoro dove sia vietato fumare e siano concesse poche pause, un fumatore si innervosisce tantissimo per l’astinenza. Inizia solo a pensare a quando “finalmente” potrà fumare. Così nel frattempo sarà nervoso, arrabbiato, scortese con eventuali clienti, distratto, poco concentrato. Molte aziende ormai selezionano preferibilmente non fumatori proprio per questi motivi. Dunque un lavoratore fumatore è considerato meno efficiente, meno rilassato e poco affidabile.

12) SPESSO SI FUMA PER AUTOMATISMO, ABITUDINE, NOIA, IMBARAZZO
Spesso un fumatore nemmeno si rende conto di fumare o non si ricorda quando si è acceso la sigaretta che adesso fuma. Questo perché spesso ci si accende la sigaretta in “automatico”, senza pensarci e senza nemmeno volerlo davvero. Succede di frequente quando ci si ritrova in una situazione in cui “per abitudine” si fuma. Beviamo un caffè e in automatico ci accendiamo una sigaretta. Si finisce di pranzare o cenare e si fuma. Si bevono alcolici magari all’esterno di un pub con amici e si fuma. Ogni fumatore crea nel tempo delle associazioni mentali come appunto caffè-sigaretta, alcol-sigaretta, ecc. Le prime volte un neo-fumatore si limita ad imitare gli altri fumatori, ma poi crea delle proprie personali abitudini. E spesso quando prova a smettere di fumare è proprio il togliersi quelle “abitudini” a pesare di più. Sono dei veri e propri “rituali”. Ma non in tutte le associazioni mentali c’è l’effettiva volontà di fumare perché appunto, come dicevo, spesso si fuma in automatico. Quindi un fumatore “abituato” a fumare dopo aver bevuto il caffè, non sempre dopo ogni caffè che beve vorrebbe “davvero” fumare: spesso lo fa solo in automatico come per seguire un cerimoniale, un rituale “obbligatorio”.
Molto spesso poi si fuma per noia o imbarazzo. Magari ci ritrova a disagio in silenzio e allora per “fare qualcosa” si fuma. Oppure ci si sta annoiando e innervosendo nell’attesa di qualcosa (l’autobus, l’esito di un risultato, in fila per entrare in un locale, ecc) e allora si cerca di far passare il tempo più velocemente fumando.
Tra automatismi, noia, disagio, imbarazzo, ne risulta che quasi i 2/3 delle sigarette che fumiamo sono in realtà “inutili e non desiderate”.
Solo 1/3 di tutte le sigarette che fumiamo sono quelle che effettivamente sono legate alla dipendenza sia fisica che psicologica (legata ad associazioni mentali e forti abitudini).
Nessuna delle sigarette che fumiamo è invece legate a reale piacere come spiegherò dopo.

13) RENDE SCHIAVI, DIPENDENTI E NON DA’ NEMMENO VERO PIACERE
La verità è che nessun fumatore “sceglie” mai liberamente di fumare. Un fumatore fuma solo perché è diventato dipendente fisicamente dalla nicotina e psicologicamente dal rituale del fumo.
Quando un fumatore esce fuori da un ristorante, interrompendo magari il pasto, in pieno inverno a beccarsi il freddo per fumare, sta davvero “scegliendo” di farlo? Quel fumatore considera davvero così piacevole la sigaretta da sopportare freddo, pioggia e vento? No! Quel fumatore è “costretto” ad uscire in pieno inverno a fumare perché è in preda alla crisi di astinenza e non sopporta più l’ansia, il nervosismo e l’irritabilità che l’astinenza gli causa. Tuttavia non lo ammetterà mai ai non fumatori che magari lo considerano “scemo” ad uscire al freddo solo per fumare. No, il fumatore mentirà a tutti e anche a se stesso dicendo che fumare gli piace tantissimo. In realtà l’errore percettivo nasce proprio dalla dipendenza fisica. Già dopo 15-20 minuti dall’aver fumato una sigarette inizia lentamente la sindrome da astinenza dalla nicotina la cui intensità varia da fumatore a fumatore. Nel migliore dei casi l’astinenza causa solo lieve nervosismo e uno stato leggero di tensione e ansia. Quando poi il fumatore fuma di nuovo viene meno la sindrome d’astinenza e quindi scompaiono il nervosismo, l’ansia, l’irritabilità. Ecco che il fumatore si illude che la sigaretta gli dà piacere e gli causa rilassamento! Invece non è così.
Non c’è piacere: c’è solo il placarsi della sindrome di astinenza che è stata proprio causata dalle sigarette fumate prima! C’è il venir meno del “dispiacere”.
Non c’è rilassamento: c’è il venir meno dell’ansia causata dalla sindrome di astinenza. Inoltre fumando si tende a respirare più lentamente e profondamente. Respirare in modo lento e profondo genera di per sè rilassamento. Non è quindi il fumo a far rilassare! Fumando ci si rilassa solo perché si placa (e solo momentaneamente!!!) la sindrome di astinenza e perché si tende a respirare più lentamente e più profondamente. Quando una persona è ansiosa respira invece nel modo opposto: velocemente con respiri brevi e superficiali, quasi trattenendo il respiro.
Quindi quando un fumatore è in astinenza entra in ansia> respira male e frettolosamente> si innervosisce> appena fuma di nuovo >si placa l’astinenza e quindi si riducono ansia e nervosismo> siccome respira più lentamente e non è più ansioso si sente rilassato.

14) NON SERVE ASSOLUTAMENTE A NULLA
Parliamoci chiaro: a che serve fumare?
Perfino alcolizzarsi e drogarsi hanno più “senso” rispetto al fumare! Un alcolista perde le inibizioni, si “sballa”, un drogato magari ha le allucinazioni, si sente più socievole, più energico, più allegro in base alla droga presa. Insomma bere alcol e assumere droghe per lo meno produce un effetto sulle percezioni corporee e sull’umore, sulle sensazioni provate.
Fumare che effetto ha?
Fumare non sballa, fumare non rende allegri, fumare non diverte.
L’unico effetto momentaneo del fumo è quello di placare la sindrome da astinenza da nicotina che poi si ripresenterà tempo dopo. E il fumatore confonde il placarsi dell’astinenza con il piacere e il rilassamento!
Quindi il fumo ha tutte le negatività delle droghe (danni alla salute e forte dipendenza sia fisica che psicologica) ma non ha nessun effetto che ne giustifichi l’uso!
Insomma fumare non serve proprio a niente!

IN SINTESI ESTREMA
Fumare ti danneggerà la salute, ti accorcerà la vita, ti renderà esteticamente più brutto e più vecchio, ti renderà facilmente stancabile e debole, meno prestante sessualmente, ti farà puzzare l’alito, i capelli, i vestiti, l’auto, la casa, ti farà spendere tantissimi soldi, ti farà sprecare tantissimo tempo, ti renderà schiavo costringendoti a ricavarti sempre tempo e spazio per fumare rischiando di metterti in cattiva luce sul posto di lavoro, la dipendenza ti renderà sempre nervoso, ansioso, distratto, poco concentrato, non ti permetterà di goderti davvero un viaggio, un concerto, una esperienza che avvenga in contesti in cui non puoi fumare, condizionerà sempre le tue scelte perché cercherai sempre condizioni in cui poter fumare e sceglierai perfino le persone in base al fatto che ti permettano o meno di fumare.
E tutta questa schiavitù, tutta questa dipendenza, tutto questo insieme di continui condizionamenti, tutti questi limiti autoimposti, per non avere poi assolutamente nessun effetto positivo o piacevole in cambio!
Ne vale la pena ???
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Re: 14 MOTIVI PER NON FUMARE PIU'

Messaggioda Ecate » 30/08/2015, 12:25

Non mi dà più la possibilità di modificare il messaggio. Vi chiedo scusa per gli errori commessi nella fretta di scrivere.
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Re: 14 MOTIVI PER NON FUMARE PIU'

Messaggioda Valerio » 29/03/2016, 10:21

Fantastica lista, aggiungo solo due cose:
6) L'aumento del costo delle sigarette si è visto essere un ottimo deterrente contro il fumo e capace di ridurre il numero dei fumatori. Lo Stato non fa altro che tutelarsi tassando le sigarette dato che i fumatori sono un gran costo sociale, come tutto ciò che hai elencato dimostra. Il proibizionismo puro e semplice non porta da nessuna parte, se non a far arricchire la criminalità. Anche da fumatore sono sempre stato daccordo con tutti gli aumenti sulle sigarette.

Altra cosa: biologicamente le sigarette hanno eccome un effetto. Anche se per pochi minuti, le sigarette portano alla produzione di dopamina, l'ormone del "buonumore". E modificano anche il cervello, moltiplicando i recettori nicotinici che secernano dopamina, più ne producono più nicotina sarà necessaria. A quanto pare sono proprio questi ricettori a causare irritabilità per l'astinenza.
Dopo poche settimane senza fumare però il cervello ritorna come quello di un non fumatore, ricettori nicotinici compresi.
www.tabaccologia.it/PDF/1S_2006/5_1S_2006.pdf
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Re: 14 MOTIVI PER NON FUMARE PIU'

Messaggioda Valerio » 10/05/2016, 10:08

Ecate ha scritto:Non mi dà più la possibilità di modificare il messaggio. Vi chiedo scusa per gli errori commessi nella fretta di scrivere.


Cavolo, che bravo l'hai scritto tutto tu? E' uno dei migliori testi contro il fumo che abbia mai letto.
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Re: 14 MOTIVI PER NON FUMARE PIU'

Messaggioda luchetto79 » 29/05/2016, 23:19

Wow quante buone motivazioni
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Re: 14 MOTIVI PER NON FUMARE PIU'

Messaggioda Massimiliano27 » 16/10/2016, 15:39

Il punto 11 è quello che mi ha motivato a smettere (quello estetico non saprei, conosco persone che hanno un sacco di capelli pur fumando)
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Re: 14 MOTIVI PER NON FUMARE PIU'

Messaggioda sole03 » 25/10/2016, 13:26

Sempre interessante, per tutti! ;)
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Re: 14 MOTIVI PER NON FUMARE PIU'

Messaggioda Valerio » 09/01/2018, 15:13

Riporto in cima perché è un post veramente prezioso.
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