da arturo70 » 26/06/2012, 21:58
L'ho sempre avuta, ma 3 anni fa m'è scoppiata nel cervello e ho creduto di morire o di impazzire. E' apparsa sotto forma di ipocondria incontrollabile. Settimane, mesi in cui non riuscivo a uscire di casa, alzarmi dal letto. Il risveglio una tragedia, con i piedi che cominciavano a muoversi fuori controllo prima ancora dell'apertura degli occhi. C'è voluto tanto tempo, tanto dolore, tanto fondo del barile per capire che era profonda insoddisfazione per la mia vita e incapacità di cambiarla, e c'era poi ovviamente tanto dell'infanzia, tanto dei miei. La consapevolezza - da dover accettare come una condanna - di meritare altro, molto meglio e molto altro, di potere avere una vita molto diversa da quella che era - quasi senza accorgermene - diventata. Non è stato facile ricominciare, accettare l'ennesimo fallimento, l'ennesima separazione, l'ennesimo figlio che non crescerà quotidianamente davanti ai miei occhi. Tutto questo riuscendo a vincere il concorso che doveva permettermi finalmente, a 40 anni, di avere un lavoro a tempo indeterminato. E invece sono due anni che, quasi incredulo, aspetto l'assunzione, l'esecuzione di un diritto acquisito sul campo, e intanto niente più casa, niente più figli, pochi soldi, niente sogni, niente progetti. Niente amore. Solitudine. Tutto il resto... magari fosse noia... è ansia! Mi piace pensare che ne sto uscendo: credo di aver cominciato un percorso (e sono in questo forum per questo) e va già meglio, i miei piedi non ballano più da soli e cerco di pormi degli obiettivi quotidiani o di breve termine. A volte non basta e ho paura di fermarmi di nuovo o di voltarmi e accorgermi di non essere ancora partito. O di essere solo. Comunque vada, so che sono stato e sono una persona fortunata che merita ancora una felicità cui tutti abbiamo diritto. Mi devo prendere cura di me e credo che un giorno mi verrà offerta ancora una possibilità. E quel giorno mi farò trovare pronto. Senza ansia.