Ciao a tutti,
lo so che probabilmente questo è il forum sbagliato per me: io non fumo e non ho mai fumato, non posso capire voi, fumatori o ex-fumatori, e voi non potete capire me, probabilmente... Ma spero lo stesso di trovare un conforto, dei consigli, qualunque cosa.
Il mio ragazzo fuma. E io vorrei che smettesse. Gli voglio bene, lo amo davvero più di qualunque altra cosa, mi importa di lui come delle persone più care della mia famiglia: non voglio che si rovini, non voglio che stia male, ora o in futuro, voglio aiutarlo..
Ci siamo conosciuti che già fumava, da un paio d'anni. Ora stiamo insieme da tre anni e mezzo, quindi sono praticamente 5 anni che fuma. Neanche tanto, forse. Rispetto ad altri.. Lui non si considera un fumatore accanito e di fatti non è "da due pacchetti al giorno", ne fuma una decina al giorno o più, a seconda di cosa faccia (serata in compagnia, ecc.)... ma non vuole smettere.
E' da quando stiamo insieme che gli dico che dovrebbe smettere. Ho provato di tutto.
Ho provato a illustrargli tutti i danni che provoca il fumo, ho provato a dirgli di "farlo per me", di "farlo per lui", ho provato a dirgli dei soldi che spende, e insomma... tutto quello potete immaginare: tutti gli aspetti negativi del fumo ho cercato di metterglieli davanti agli occhi, chiari e tondi, per convincerlo che non ne vale la pena.
Sono pure arrivata a dirgli che "non voglio che il padre dei miei futuri figli fumi", che dovrebbe pensare anche a un nostro futuro insieme, un futuro sano...
Ho provato a dargli fiducia, a dirgli "ok, riflettici e prendi la tua decisione", ho passato quattro mesi o più non dicendogli nulla sulle sigarette..
Ma non ce la faccio. E' più forte di me.
Io sto male. Sto male quando lo vedo che aspira quello schifo, quando non ne riesce a fare a meno, quando mi chiede di accompagnarlo fuori a fumare, anche dopo aver fatto l'amore! Soffro tantissimo quando gli chiedo, occhi negli occhi, di fare a meno di "quella sigaretta" - perchè non è la sigaretta del dopo caffè, non è quella in compagnia, non è niente e sono convinto sia una di quelle "evitabili" - e lui mi dice di "non fare l'arrabbiata", di non essere triste... ma intanto fuma lo stesso. Come se non gli avessi detto nulla.
Soffro perchè non voglio si faccia del male, così, e perchè ho provato di tutto per aiutarlo... ma sembra che non voglia proprio capire.
Mi dice che ho ragione, ma che non sa cosa dirmi, perchè gli piace. Dice che sono "una che vuole comandare", che dovrei essere "più flessibile". Ma io lo sono: non gli ho mai imposto niente, non ho mai fatto "sciopero del sesso", come molti suggeriscono, gliel'ho solo chiesto...dolcemente, preoccupata seriamente.
Non so cosa fare. Dopo un periodo in cui "soffrivo in silenzio" e aspettavo che arrivasse alla scelta da solo.. l'altro ieri non ce l'ho fatta più. Ero a casa sua a guardare un film, ma lui si era addormentato; quando era ora di riaccompagnarmi a casa l'ho svegliato... siamo usciti - lui ancora mezzo addormentato - ha cercato le sigarette. Gli ho chiesto cosa stesse facendo, visto che fino a due minuti prima stava beato a dormire e non gli passava per la testa di fumare. Mi ha risposto dicendo "per dopo". E lì ci sono rimasta malissimo perchè ho visto un automatismo nei suoi gesti, ho visto l'abitudine, ho visto il vizio, ho visto l'atteggiamento meccanico, ho visto che non ci stava pensando, non ne aveva voglia in quel momento, ma le ha prese lo stesso...
Ne abbiamo discusso per l'ennesima volta, ieri, ma sembra inutile. Sembra ascoltare, ma non capire. Quello che non capisco di lui è il fatto che non ammette sia un problema. Dice che io ho una visione della cosa e voglio imporla, senza accettare una visione diversa. E ci sto male quando me lo dice.
Ma allo stesso tempo dice di sapere le conseguenze, che ho ragione, ma non vuole cambiare.
Non ci prova neanche, non è proprio nell'ottica di farlo, non si pone il problema. Ma perchè? Perchè, dal momento che sa quanto è importante per me e per la sua salute? Perchè non fa neanche dei tentativi per smettere?
Più di obbligarlo a smettere io ho sempre tentato proprio questo: metterlo nell'ottica, fargli scattare il meccanismo per cui uno capisce che bisognerebbe fare dei tentativi, affrontare la cosa.
Ma niente. Da quando stiamo insieme ha fatto un solo tentativo per smettere di fumare. Uno, fallito dopo un mese - a detta sua. A ricominciato presto grazie agli amici che non credo siano amici. Facevano battute, dicevano che se lo faceva per me (come lo stava facendo) era un sottomesso, gli offrivano sigarette, lo tentavano apposta, idem suo fratello più piccolo che fuma e gli scrocca le sigarette...figuriamoci cos'ha detto nel momento in cui ha visto che non le comprava più...
Dopo questo episodio io ero distrutta, e lui ha ripreso. Da un anno è passato al tabacco e alle sigarette fai-da-te perchè gliel'ho chiesto io...in teoria dovrebbero fare meno male. Ma io continuo a stare male per lui.
Non so come aiutarlo, come fargli capire.
Voi, ex fumatori, come siete arrivati a capire che era giunto il momento di smettere, di mettersi d'impegno e provare seriamente? Lo so che dovrebbe arrivarci da sè, la dipendenza è la sua, non la mia... Ma appunto, come può arrivare a quel punto? A voi, come e quando è scattato il meccanismo per dire "basta"?
Io non so cosa fare. Lo amo.



