Avevo già smesso una volta - una decina d'anni fa - ed era stato faticosissimo, anzi a dire il vero io me lo ricordo proprio come un incubo, avevo smesso di uscire con gli amici, di andare a mangiare fuori, di andare al cinema, di mangiare una pizza, di bere caffè, avevo rinunciato a tutto perché ognuna di queste cose era collegata ad una sigaretta e farla senza sigaretta per me era insopportabile.
Sono stata 2 anni senza fumare (ma nella testa quel desiderio non era passato mai) poi come un'idiota in un momento di disperazione mi sono accesa una sigaretta dicendo a me stessa che tanto era solo una, per superare quel momento difficile.
Poi sono state 2, poi al massimo 4 e - tempo un mese - sono tornata a fumare le mie solite 20 sigarette quotidiane e da quel momento non ho smesso più.
Sono sempre stata una vera fumatrice, una di quelle che piuttosto che rimanere senza, esce all'una di notte e và alla ricerca del tabaccaio.
Due mesi fa, durante un controllo medico di routine, mi hanno trovato un piccolo papilloma alla vescica, da lì è iniziato tutto un giro di medici e controlli ed esami, terminati con l'asportazione chirurgica di quella piccola massa, intervento che ho fatto 15 giorni fa.
Ora sto aspettando il risultato istologico, ma l'urologo - testuali parole - mi ha detto "signora cara, il tumore della vescica - anche nel caso fosse benigno - è direttamente correlato al fumo di sigaretta, quanto e come il tumore del polmone, ma soprattutto tende a riformarsi in continuazione, perciò lei deve assolutamente smettere di fumare se non vuole dover affrontare un intervento chirurgico una volta l'anno!!!"
Sono stata a rigirarmi queste parole nella testa per diversi giorni senza riuscire a decidere nulla, anzi ho fumato più di prima per l'ansia e lo stress.
Poi l'8 settembre alle 17 del pomeriggio, mi sono detta - ma come posso dare il mio contributo attivo e consapevole alla mia malattia, come posso razionalmente decidere di contribuire al mio stare male?
così ho preso tutte le sigarette che avevo in casa e le ho date ad una mia amica che se le è portate via.
Oggi sono 12 giorni che non fumo.
Ci sono momenti in cui mi verrebbe di sbattere la testa contro il muro. Sono ancora a casa in malattia quindi le giornate sono lentissime, in più ho l'ansia da attesa di esame istologico, quindi vivo in uno stato di tensione perenne.
A volte mi tremano le mani, altre volte mi prende un'inquietudine pazzesca e faccio due tiri dalla sigaretta elettronica (senza nicotina) e poi mangio, mangio, mangio...gomme americane, biscotti, pane, nutella, formaggio....ingrasserò di 10 kg, già lo so!
Il problema è che sono passati 12 giorni ma il desiderio della sigaretta è uguale a quello del primo giorno.
perché non sto meglio?
perché questa morsa del desiderio/dipendenza non rallenta?
Ho paura di cedere.... vorrei cedere e fregarmene di tutto e accendermi una sigaretta...poi mi dico che sarei una pazza....poi mi dico chi se ne frega che sono una pazza, io voglio fumare.... poi mi dico dai sono già 12 giorni, resisti, non pensi alla tua salute?
E via così.....
Spero di resistere, ma non mi fido per niente di me stessa e poi quello che mi angoscia è il sapere che da adesso in poi vivrò sempre con questo desiderio irrealizzabile dentro di me....
12 lunghi interminali giorni .... e non ho neanche una, di tutte quelle cose belle che si leggono nei libri, quando si smette di fumare: senso di liberazione, si sentono di più i sapori e gli odori, si dorme meglio, ci si sente più energici, l'umore migliora... ma quando mai?
Patrizia







